Le domande "difficili", e il linguaggio del corpo negativo del tuo pubblico ti provoca ansia da prestazione?
?????????Ecco le soluzioni che puoi cercare e trovare dentro di te.

La performance è al centro di ogni buon speech in pubblico e di questo fattore ormai innegabile, ce ne preoccupiamo troppo. Dimentichiamo che la misura di un grande discorso o presentazione non è da cercare nello stile di consegna, bensì dipende da quanto stiamo ottenendo da chi ci ascolta. Dal feedback che otteniamo.
È necessario quindi un cambio di orientamento, una buona fetta di oratori, direi poco preparati, si concentrano quasi esclusivamente sul contenuto, trascurando ciò che conta davvero. E il cambio di orientamento si rende necessario:
Passare dall'essere centrato sull'oratore a diventare centrato sul pubblico
In altre parole, dobbiamo prestare molta attenzione a trasmettere il nostro messaggio in un modo che risuoni con il nostro pubblico: "vivere nel mondo del pubblico". Questo non accade se ci concentriamo sui nostri contenuti durante la presentazione. E quando si tratta di tenere i nostri discorsi, più siamo in grado di rispondere a ciò che sta accadendo nell'interazione tra gli ascoltatori e noi, più saremo presenti e andremo a toccare le corde giuste di chi é li per ascoltarci.
Come é possibile quindi prestare attenzione a ciò che si vede e si sente dal pubblico? Come si interpretano i feedback che arrivano dal pubblico? Quale sensibilità occorre?
Beh, stiamo parlando di qualcosa di assolutamente fondamentale per il public speaking. Questa pratica e abilità. é al centro di ogni presentazione. Prestare attenzione a tutto ciò non solo é possibile ma é opportuno e doveroso.
Due modi efficaci di semplificare le cose quando riceviamo feedback negativi
Di seguito ti mostro due modalità (abilità) efficaci per gestire situazioni in cui la risposta che arriva dal pubblico risulta negativa. Per questo é necessario capire e sviluppare le giuste abilità per non cascare nella trappola dell'ansia da feedback.
E sapere come gestire in maniera efficace questo tipo di situazioni si traduce in un oratore più rilassato, performante, sicuro e autorevole.
Ed è proprio per questo che possiamo essere ipersensibili alla comunicazione non verbale dei nostri ascoltatori mentre rispondono alla nostra presentazione. E potremmo anche essere preoccupati per come potremmo usare il linguaggio del corpo in modo nocivo e in grado di appannare la nostra credibilità.
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L'argomento del linguaggio del corpo é diventato talmente popolare ed inflazionato che sono nati esperti ma soprattutto pseudo tali in maniera esponenziale. E le cose non sono così semplici e tanto meno scontate.
Per questo suggerisco di concentrarsi su due aspetti importanti davvero circa il feedback dei nostri ascoltatori, ovvero il corpo e il viso.
Il corpo in movimento.
Forse l'errore più grande riguardo alla lettura del linguaggio del corpo è pensare che una singola reazione non verbale sia un "racconto" accurato dei sentimenti di una persona. I veri esperti del linguaggio del corpo, coloro che sono identificati come "lettori", o come gli agenti doganali o gli investigatori della polizia capiscono che sono i cambiamenti nelle risposte fisiche che POTREBBERO rivelare un cambiamento nel pensiero o nell'atteggiamento. (Lo stesso vale per le risposte verbali riguardanti la scelta delle parole, la lunghezza della risposta o un cambiamento nel ritmo del parlato.)
C'è un libro interessantissimo sull'arte della lettura del linguaggio del corpo, lo ha scritto Joe Navarro, ex agente dell'FBI, dal titolo "Non mi freghi! I segreti del linguaggio del corpo svelati da un agente FBI".
A meno che tu non stia osservando attentamente le reazioni fisiche di tutti, e questo non é assolutamente indicato per esercitare una presentazione efficace, non sarai in grado di abbinare, ad esempio, il cambiamento di postura di una persona con ciò che stanno pensando a proposito di te. Una persona che incrocia le braccia a un certo punto potrebbe avere freddo. Qualcuno potrebbe sedersi sulla sedia perché vorrebbe cambiare posizione in una posizione più comoda. Rimani concentrato sul messaggio che vuoi trasmettere. Alla fine, tutte quelle risposte fisiche individuali dovrebbero fondersi in un'unica risposta del pubblico durante la presentazione.
Ora per la seconda area in cui potresti reagire in modo eccessivo durante la tua presentazione riguarda le domande da parte del pubblico , e quelle che in molti chiamano obiezioni e che per me sono solo punti di vista. Mi é captato più volte che un cliente o studente mi abbia detto: "Sonno partito bene, all'inizio tutto ok, fino a quando mi é stata fatta una domanda..." E questo mi ha fatto innervosire."
Ecco due straordinarie verità sulle domande. Ho sempre sostenuto e ripetutamente scritto di quanto siano importanti le domande per un speaker. Quale strategica mano danno per cominciare una presentazione piuttosto che favorire l'inizio di un argomento o se poste in maniera retorica, quanto siano efficaci per la chiusura di un discorso. Bene, la stessa importanza la riservano le domande che si ricevono, e oserei dire, BEN VENGANO!
PRIMA VERITÀ:
Quando ti viene fatta una domanda é. possibilissimo che anche altre persone siano confuse, abbiano qualche dubbio o non concordano e quindi sono desiderose di saperne di più. La tua risposta in questo caso andrebbe a fornire informazioni di cui le persone hanno bisogno e che diversamente non volgerebbero a loro favore.
SECONDA VERITÀ:
Quando le persone fanno domande, significa che sono interessate a ciò che stai dicendo. Se si fossero già disconnessi, o semplicemente non fossero più interessate, probabilmente non direbbero nulla. Ma ovviamente, a loro importa e si prendono la briga di interrogarti o sfidarti perché vogliono capire meglio. Dovresti accogliere le domande, allora. Significa che i tuoi ascoltatori sono ancora interessati a proseguire le danze con te.
Espressioni facciali. Un ultimo punto su quest'area spesso trascurata del linguaggio del corpo. Il volto umano fornisce indizi continui sullo stato d'animo e sulle intenzioni delle persone. Ma anche qui possiamo sovrainterpretare i dati. Ad esempio, una persona può sembrare "ostile" non perché lo sia davvero, ma perché la sua faccia è cambiata in quel modo nel corso degli anni. Inoltre, se soffri di ansia da linguaggio, è più probabile che ti concentri su quelli che consideri volti "negativi". Accetta il fatto che la maggior parte delle persone ti stia davvero ascoltando e desideri che tu abbia successo. Se vuoi saperne di più sull'espressione e sul significato del viso umano, leggi uno dei libri di Paul Ekman. Psicologo e studioso californiano che ha ispirato la famosissima serie tv statunitense LIE TO ME, basata appunto sui lavori condotti dal professore riguardanti le espressioni facciali.