INSEGNANTI I PEGGIORI ESEMPI. SEGUONO I POLITICI

È vero che parlare o comunicare (per coloro che lo sanno fare) stanca ed è altresì vero che la stessa cosa succede ascoltando, anzi lo stress da ascolto è più pesante e deleterio.
L?accumulo di informazioni che il nostro cervello incamera, produce sforzo energetico e quindi genera graduale stanchezza. Il livello di attenzione nel ricevere informazioni cala inevitabilmente con il passare del tempo. Ci sono naturalmente degli studi alla base di queste affermazioni e personalmente posso testimoniare quanto siano reali e importanti, continuando ormai da anni a sperimentare il fenomeno.
A SCUOLA
Perché si finisce spesso per non sopportare e ?odiare? un insegnante e di conseguenza non apprezzare la materia insegnata?
Ci sono insegnanti preparatissimi, conoscono molto bene ciò che insegnano ma finiscono inevitabilmente per non soddisfare le aspettative degli studenti solo perché il loro stile comunicativo è difettoso. Lo stile comunicativo, che, come la stessa parola ci suggerisce è qualcosa di personale, non può però prescindere da quelli che sono i punti fermi che appunto lo determinano. Pertanto, per comunicare in maniera efficace è necessario essere:
Lasciamo da parte, in questo articolo, i due mondi, della competenza e del coinvolgimento e dedichiamoci al terzo punto, l?essere calibrati.
Cosa significa esattamente essere calibrati? Essere calibrati comporta la capacità ed abilità di saper dosare nei tempi e nei ritmi le informazioni che si distribuiscono.
La capacità di ascolto e di incamerare informazioni è limitata per ogni essere umano. Tornando al livello di attenzione e quindi all?autonomia che il nostro cervello possiede, rispetto all?accumulo di informazioni, questa cambia in relazione all?età. Per sintetizzare, la soglia di attenzione media per un pubblico fino ai 17 anni è di circa 13 minuti consecutivi, mentre si alza a circa 18 per un pubblico più adulto.
Una presentazione o spiegazione lunga, che oltrepassa eccessivamente questi limiti, costringe il cervello ad un lavoro straordinario, l?energia da impiegare va ad inquinare le informazioni già raccolte e il rischio grosso è di fare confusione e non ricordare nulla in maniera chiara.
Dietro a tutto ciò vi è una spiegazione scientifica che riguarda l?esaurirsi di quelle sostanze chimiche che alimentano il cervello per far si che le cellule che lo compongano possano inviarsi segnali tra loro.
Un insegnante che viaggia come un treno nello spiegare ed erogare informazioni senza tenere presente questi fattori non fa altro che contaminare la sua comunicazione e di conseguenza l?apprendimento dei propri studenti.
Una lezione è paragonabile ad un viaggio, con un punto di partenza ed una meta da raggiungere, sempre. I partecipanti al viaggio, innanzitutto, devono sapere quale sarà l?itinerario che si accingono a percorrere e questo si fa abitualmente preparando una scaletta apposita per la lezione in essere. Questo consente a chi ascolta di settare già la propria mente verso una fase di apprendimento ordinata e schematica. Il cervello si predispone a crearsi dello spazio in cui contenere le argomentazioni specifiche. E soprattutto il viaggio deve prevedere momenti precisi di spiegazione, pause e coinvolgimenti attivi e costruttivi. Moltissimi insegnanti invece partono con la loro personalissima spiegazione, a volte con la loro interpretazione e procedono ininterrottamente senza curarsi minimamente dello stato della loro platea. Con la pretesa che tutto venga compreso secondo la propria visione del mondo.
Questo favorisce lo stress da ascolto, provocando poi una serie di conseguenze negative.
SEMPRE A SCUOLA
Molti insegnanti pretendono di essere ascoltati senza minimamente preoccuparsi di creare tutti i presupposti per favorire l?ascolto. Non tratto in questo articolo quanto bisogna fare e quello che bisogna considerare per creare questo presupposto perché si entra necessariamente nella sfera delle COMPETENZE e soprattutto del COINVOLGIMENTO che tratterò in maniera più specifica in altri articoli. Favorire l?ascolto implica di conseguenza apertura all?apprendimento e quindi, in caso di lezione a scuola, anche di un avvicinamento interessato verso quelle materie che magari ci sembrano più ostiche.
Per questo sarebbe bellissimo poter insegnare proprio nelle aule scolastiche e fin dalle prime classi, i concetti principali della comunicazione efficace e dell?importanza di sapersi relazionare con il prossimo.
Perché approcciarsi al mondo della comunicazione in età matura e solo se si capisce l?importanza? Non sarebbe più salutare per tutti cominciare da bambini a comprendere il valore della comunicazione, visto che è la cosa che facciamo ininterrottamente durante la giornata?
E forse un domani dalle nostre scuole potranno uscire anche politici più competenti dal punto di vista della comunicazione, visto che dopo la categoria degli insegnanti sono loro quelli che con grande maestria ignorano la parola ascolto e di conseguenza il favorire dello stesso per poter essere persuasivi e credibili come vorrebbero.